PAGINE STORICHE - Nel '92 al 'Celeste' un inutile pari che costò caro a Messina e Casertana

Ripercorriamo la sfida tra Messina e Casertana disputatasi tra i cadetti 24 anni fa
20.10.2016 12:47 di Pasquale Gallo   Vedi letture
Il Mattino dell'epoca
Il Mattino dell'epoca

E' il 7 giugno '92, stadio 'Celeste' di Messina. Peloritani che incontrano la Casertana in una sorta di spareggio salvezza a 180' dalla fine. Se perdono sono in C, la Casertana quasi. Finisce in parità e discorso salvezza rinviato alla domenica successiva. Di seguito la cronaca dell'epoca tratta dal Mattino.

E’ torrido spareggio di una domenica che scotta. Nel clima, nella classifica, nelle sensazioni. Messina e Casertana non hanno nulla da regalarsi. Si gioca per vincere, si lotta per sopravvivere. E quando si parte, il Messina ha il fuoco dentro. S’agitano i siciliani, sgomitano, infiammano i 3000 curvaioli che incombono sul campo. Cambiaghi e Protti avvolgono nel caos la difesa rivale. Cambiaghi (16’) scappa sulla destra a due avversari, alza lo sguardo, poi centra un pallone basso. Protti scivola veloce verso la palla e la infila in gol. Pairetto lancia un’occhiata al guardalinee e annuncia: non valido. Un fuorigioco che lascia montagne di dubbi. Caserta si limita ai tocchetti, alle piccole giocate svelte e morbide. Niente che suggerisca il miracolo però. Cerbone sfrutta i piedi soffici per pungere gli avversari e spingere i suoi. Per una mezz’oretta, insomma, Messina è egemone, mostra i muscoli. Tanta forza è quasi sopsetta. Reggerà? Un trillo, guarda caso, giunge quando il 30’ è scaduto da qualche secondo. E’ il segno che la domenica sta deviando rotta. Cambiaghi dribbla al volo Volpecina, poi tira su Petruzzi, che respinge con il corpo. Pallone sui piedi di Carrara che manda a 20 centimetri dal gol. Bucci rimette in campo e recapita la palla sul piede destro di Erbaggio, più o meno sulla trequarti. E il suo tiraccio fa vibrare la traversa. E’ l’episodio che sveglia la Casertana, o forse spegne il Messina. Di certo, c’è che il centrocampo cambia padrone. Manzo (è il 40’) pilota la palla fino ai 30 metri, poi fa filtrare per D’Antò. Il giovanotto s’allarga sulla destra e centra basso. Per far gol, Suppa ha solo da allungare il piede. Caserta capisce che c’è da stringere i denti, adesso. Un intero stadio lotta contro la C. E Cambiaghi pensa a infiammarlo con un paio di ruzzoloni che rendono più arduo il compito arbitrale. Da uno di questi, tuttavia, nasce il pari. E’ già recupero. L’ala conquista un angolo. Sacchetti calcia un pallone molle verso il palo vicino. La testa di Marino è furba e anticipa tutti. Prima che sia intervallo, anche la curva conquista un suo bieco risalto. Una monetina colpisce l’arbitro che sta raggiungendo lo spogliatoio, ma la ferita, invece, è poca roba. Pare aver riposato solo Caserta, nel quarto d’ora di sosta. Messina torna in campo col fiato sospeso. Statuto, Suppa e Cerbona, così sfruttano l’aiuto di Manzo (rubato alla difesa), per infierire sul centrocampo avversario. Suppa si ritrova col pallone che gli rimbalza sul destro al 72’. Pensa a fare in fretta e spara alto. Il Messina reagisce, più che altro, coi nervi. Su un angolo di Miranda sfiora il gol di testa e sull’angolo successivo un sinistro di Gabrieli trova il braccio di Statuto. Ben attaccato al corpo però. L’ultimo vero brivido è un regalo del miglior messinese in campo, Raimondo Marino. Liscia un traversone di Cerbone e rischia di ingannare Simoni.

IL TABELLINO

MESSINA: Simoni, Vecchio, Gabrieli, Carrara, Miranda, Marino, Sacchetti, Bonomi, Protti, Ficcadenti (46’ Breda), Cambiaghi (73’ Dolcetti). All. Veneranda

CASERTANA: Bucci, Monaco, Volpecina, Suppa (88’ Mastrantonio), Statuto, Petruzzi, Erbaggio, Manzo, D’Antò, Cerbone, Di Criscio (81’ Piccinno). All. Materazzi

ARBITRO: Pairetto di Torino

MARCATORI: 40’ Suppa, 47’ p.t. Marino

NOTE: giornata caldissima. Spettatori 6194+1353 abbonati per un incasso totale di 78361634. Angolo 6-4 per il Messina. Ammoniti: Sacchetti, Miranda, Erbaggio, Bucci, Statuto