La Casertana cresce in casa i campioni del futuro, Santonastaso: "Orgogliosi di quanto fatto sin qui ma siamo solo all'inizio. Il mio ritorno in panchina? Sarà emozionante..."

02.10.2018 18:30 di Pasquale Gallo  articolo letto 3290 volte
Clemente Santonastaso
Clemente Santonastaso

Gli investimenti della Casertana non riguardano solo la prima squadra. Con un settore giovanile forte e organizzato è sicuramente più facile fare calcio. Dall’arrivo di D’Agostino la linea verde ha sempre avuto un ruolo fondamentale, i giovani al centro del progetto e le continue convocazioni per gli stage giovani dall’under 15 fino all’under 18 ne sono una riprova. Il responsabile del settore nonché tecnico della Berretti Clemente Santonastaso ci ha rilasciato una lunga intervista esclusiva sul momento delle giovanili.

Ancora una volta la Casertana fornisce alle rappresentative giovanili i propri gioielli.

“Continuano le soddisfazioni per il lavoro che stiamo facendo ormai da diverso tempo. Ciriello, ad esempio, si è già messo in mostra la passata stagione e le convocazioni in prima squadra sono una conseguenza di quello visto durante l’ultimo anno. Poi c’è De Vivo che gioca sotto età poiché la rappresentativa è 2002 e lui è un 2003 e anche sta proseguendo il suo percorso formativo. E poi c’è il portiere Buzzo che è migliorato tanto. La nazionale sta diventando un punto fermo del nostro lavoro e settimanalmente vengono osservatori e tecnici a visionare i nostri progressi. E questa cosa ci fa davvero piacere”.

Quest’anno guiderai la Berretti dopo un anno e mezzo di gestione manageriale dell’intero settore giovanile. Si parte domenica contro la Paganese, emozionato?

“Torno in panchina dopo un po’ di tempo e francamente non vedo l’ora. C’è tanta attesa anche perché già la prima giornata è stata rinviata per motivi organizzativi e adesso finalmente si parte. Ho la fortuna di allenare un bel gruppo con tanti giocatori interessanti che secondo me possono ambire alla prima squadra nel corso degli anni. Stiamo facendo molto bene anche con le altre categorie e dopo tre giornate siamo già ai primi posti. E’ sicuramente un buon inizio.”.

Dal vostro arrivo come è stato difficile riorganizzare un settore giovanile che di fatto non c’era più. Hai dovuto lavorare anche di notte per far quadrare il cerchio.

“Non è stato semplice lo ammetto. Siamo partiti da zero come organizzazione, strutturale, logistico e staff. Ma quando hai alle spalle una società che ti permette di lavorare, di prendere iniziative propositive e lavorare a 360° senza alcun problema a strada è in discesa. A quel punto sono uscite fuori le competenze e la voglia di creare qualcosa di veramente importante. Oggi siamo soddisfatti di quello che abbiamo creato perché il settore giovanile della Casertana è un modello per chi ci guarda da fuori e sinceramente siamo orgogliosi. Far parte della Casertana è un punto di arrivo non solo per la prima squadra ma anche per i giovani. La società è composta da persone perbene che investono e credono fortemente nei giovani. Abbiamo superato insieme le difficoltà e a guardare indietro abbiamo fatto tanto ma c’è un futuro che può ed essere ancora migliorato”.

Santoro ieri, Ciriello, Chiacchio, Matese e Squillante oggi. La Casertana si sta creando un serbatoio per il futuro.

“Portare in prima squadra un 2001 o 2002 non è una normalità per noi ma poco ci manca perché sta diventando una tappa fissa. C’è grande sinergia con la prima squadra grazie al direttore Martone che assiste a tutte le nostre gare interne e visiona in prima persona il lavoro svolto settimanalmente. La Berretti, ad esempio, è composta quasi tutta da 2001 e qualche 2002 che in ottica prima squadra questo significa molto. Tra Berretti e Allievi una decina di ragazzi hanno già fatto dieci allenamenti con la prima squadra e questo è motivo di grande soddisfazione”.

Un lavoro capillare anche per la scuola calcio giusto?

“Molto. Tra prima squadra e giovanili possiamo contare su circa trecento tesserati e posso assicurarvi che c’è massima organizzazione su ogni dettaglio, sia sportivo che logistico. Ad esempio l’anno scorso affrontammo Juventus, Sampdoria e Atalanta che hanno gratificato molto i nostri ragazzi e stiamo organizzando altri tornei con la partecipazione di alcuni club di serie A”.