Il maggio rossoblù che fa rima con immobilismo. Ora il club deve fare chiarezza sul futuro

17.05.2019 14:46 di TC Redazione   Vedi letture
Giuseppe D'Agostino
© foto di Giuseppe Scialla
Giuseppe D'Agostino

La sconfitta di Brindisi e la conseguente eliminazione dai playoff brucia ancora. Casertana che ha sbagliato tanto, ha fallito tutti gli obiettivi e adesso si lecca le ferite. I social sono pieni zeppi di accuse ai dirigenti e inviti al presidente di fare chiarezza sul futuro. Proprio questo è un passaggio essenziale, anzi fondamentale della vicenda. Ormai il maggio della Casertana fa rima con immobilismo. E’ accaduto due anni fa dopo il ko di Alessandria e la passata stagione dopo Cosenza. Il patron D’Agostino ha chiesto tempo, le fatidiche due settimane per riflettere. La verità è che mai come quest’anno c’è poco da riflettere. Il progetto tecnico è fallito praticamente ad ottobre: si sono susseguiti quattro allenatori e ognuno ha imparato in fretta la canzoncina: “Per vincere bisogna avere la squadra al completo e noi non l’abbiamo mai avuta”. L’anno prossimo il girone C sarà una sorta di B2 con grandi squadre come Reggina, Foggia, Palermo, Catania o Catanzaro (se non entrambe), Avellino e Bari tutte in lizza per vincere e pronte a spendere anche sei-sette milioni di euro. Appare scontato che il presidente debba tirare una linea e ripartire ma la domanda è perché si chiude in se stesso ogni anno di questi tempi? Perché Reggina e altri club che sono fuori dai playoff sono già ripartite contattando allenatori e sondando i procuratori dei calciatori? La Casertana non punterà alla B nel 2019-2020 e questo appara scontato (giustamente aggiungiamo noi) ma perché non chiarire una volta per tutte le proprie intenzioni? Perché lasciare sulle spine migliaia di tifosi per il terzo anno di fila? Qualcuno paventa addirittura la possibilità di un passo indietro da parte dello stesso imprenditore. Notizia che è difficile anche solo da pensare perché D’Agostino resterà fermo sulla poltrona presidenziale dal momento che ama i colori rossoblù. E allora caro presidente perché non scoprire le carte evitando di alimentare dubbi e cattivi pensieri di una tifoseria intera? In primavere si costruiscono le squadre per l’anno successivo e la primavera rossoblù sembra non sia ancora iniziata.