La luce in fondo al tunnel: cosa succederà quando sarà tutto finito?

19.03.2020 12:00 di Luca Petrone   Vedi letture
La luce in fondo al tunnel: cosa succederà quando sarà tutto finito?

In un mondo governato dal dio denaro, dove gli interessi economici vengono regolarmente anteposti alla salute pubblica, il calcio non fa differenza. Prima, la tardiva decisione di interrompere i campionati da parte della lega, costata qualche contagio di troppo tra i giocatori delle società professionistiche italiane, ora la nuova notizia che fa discutere: la lega ha intenzione di far riprendere le attività agonistiche nei primi di Maggio per concluderle poi tassativamente entro il 30 di Giugno.

Come mai questa data? Semplice: è la data in cui scadono molti dei contratti che legano i calciatori alle società. Andare oltre quella data significherebbe impantanarsi in un caos burocratico fatto di agenti, manager, avvocati, dirigenti e tribunali sportivi presi d'assalto. Molti giocatori entro quel giorno avranno ormai firmato con squadre diverse da quelle in cui si trovano ad oggi e potrebbero rifiutarsi di scendere in campo con la maglia che ormai per loro rappresenterebbe il passato, le rose cambieranno radicalmente difatti falsando il regolare svolgimento dei campionati. E i tifosi? Ed il buon senso? Di quello, si sa, non se ne vuol sentire parlare.

Alla Casertana così come a molte altre società mancano solo una manciata di partite per concludere la stagione, 8 nel caso dei falchetti. Se giocate ogni tre giorni a partire da Maggio, si riuscirebbe a concludere agilmente le ostilità entro la fine del mese, lasciando dunque anche un ampio margine per i playoff a Giugno. Ma è realistico pensare che tutto possa essere tornato alla normalità tra poco più di un mese e dieci giorni? Pare proprio di no, e questo piano potrebbe dunque rivelarsi un pericolo per la salute di tutti, la stessa salute che è già stata minacciata con la sospensione tardiva delle partite di qualche giorno fa. Stavolta è davvero il caso di pensare prima di tutto al buon senso e ci si augura che non verranno compiuti gli stessi errori: il calcio è solo un gioco e i soldi non sono tutto, la salute pubblica è l'unico vero preziosissimo bene che va tutelato prima di tutti gli altri.