Casertana, la vittoria del cuore e dei gregari. Ora con coraggio a Catania per finire bene il duemiladiciassette

 di Antonio Papale  articolo letto 323 volte
Carriero in azione
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La vittoria di ieri col Catanzaro ha consentito alla Casertana di allontanare le paludi della bassa classifica (se il campionato fosse finito ieri, rossoblù salvi per migliore differenza reti rispetto alla Reggina) e di regalare un Natale decisamente più sereno alla tifoseria rossoblù che, malgrado si fosse a contatto con le festività natalizie e si giocasse in un orario complicato vista l'apertura degli esercizi commerciali, ha dato il suo apporto importante agli uomini di D'Angelo per costruire una vittoria che potrebbe pesare nel momento in cui si tireranno le somme.

Ritornando alla gara di ieri, è stata la vittoria del cuore, vista la non bellissima prestazione, ma l'estetica era giusto lasciarla ai palati fini del calcio per una volta per portare a casa quei tre punti che mancavano da tanto, anche perchè quando si è giocato bene punti non ne sono arrivati. Ora non contava abbinare i tre punti allo spettacolo, che marceranno insieme quando la classifica migliorerà e assumerà connotati migliori.

Ma ieri a vincere la partita per una volta sono stati i cosiddetti gregari, quelli che durante la settimana lavorano in silenzio e che danno il loro contributo quando chiamati in causa. E' stata quindi la vittoria di D'Anna e Turchetta, ma soprattutto di gente come Finizio, che, chiamato in causa in un momento delicato della stagione, ha sciorinato una bella prestazione, dando anche un grande esempio di professionalità. Peccato solo per l'espulsione di Alfageme, che forse sembrava esagerata.

Ora ci sono i giorni di festa legati al Natale, poi la testa deve essere al Catania, ultimo impegno del 2017 che sicuramente sarà difficile, vista la forza degli etnei, ma non impossibile, soprattutto se affrontato nella maniera in cui gli uomini di D'Angelo hanno affrontato le ultime gare, ossia con coraggio di osare e quella voglia di togliersi quanto prima da una classifica precaria.