Il gol di Agostinone spegne la Casertana. Problema mentale ma c’è anche altro. A Cosenza serve coraggio e voglia di uscire da questo momentaccio

 di Raffaele Cozzolino  articolo letto 583 volte
Mister D'Angelo
Mister D'Angelo

l presidente D’Agostino durante la presentazione di mister D’Angelo ha ribadito un concetto: vuole che la Casertana lotti e sudi la maglia, poi si può anche perdere ma solo perché l’avversario è stato più forte di te, che hai dato tutto. Le stesse parole risuonarono nella sala stampa del ‘Pinto’ all’inizio dell’avventura di Scazzola. 

Sia con l’ex tecnico (eccezion fatta per il secondo tempo di Catanzaro e la gara col Catania), sia durante la prima di D’Angelo, ciò non s’è visto. La squadra è apparsa emotivamente spenta, poco in fiducia ed il gol di Agostinone ha sciolto ogni velleità. Se è vero che il nuovo mister deve lavorare sul lato psicologico del gruppo, è altrettanto giusto dire che bisogna darsi una svegliata sia sul piano fisico che tecnico-tattico. La Virtus Francavilla arrivava sempre prima sul pallone ed il gioco si è sviluppato troppo centralmente, con gli ospiti, piazzati con un rognoso 3-5-2, non hanno mai fatto fatica a neutralizzare le offensive rossoblu. È logico che ci vorrà del tempo, fattore di cui D’Angelo non ha goduto ma la classifica piange e bisogna correre ai ripari.

Con il Cosenza sarà una partita dove bisogna avere coraggio e voglia di uscire da questo momentaccio. C’è bisogno che il centrocampo torni ad acquisire qualità e velocità (il solo De Rose non può reggerlo per intero), che l’attacco trovi quegli automatismi che permettano di prendersi un bel sospiro di sollievo. Che la squadra si compatti e si aiuti a vicenda. La strada è in salita ma non per questo impossibile da percorrere.