La Casertana di Scazzola non convince: out sinistro scoperto, Padovan in panchina e Marotta spento. Margine d'errore esaurito, col Francavilla serve una prova d'orgoglio e di qualità

 di Raffaele Cozzolino  articolo letto 815 volte
Mister Scazzola
© foto di Armando Serpe
Mister Scazzola

È una Casertana beffata, a pochi giri di lancette dal triplice fischio, quella che torna in Campania dopo la trasferta di Trapani. A punire i (dieci) falchetti è il redivivo Reginaldo, che trasforma l'audacia in fortuna e rimpalla un disperato tentativo di spazzare via il pericolo, che s'era creato nelle vicinanze di Cardelli, da parte di Finizio.  

Il fato avverso è l'(unico)alibi al quale può appellarsi la compagine rossoblù, un salvagente che, ad onore del vero, non è neanche così ben gonfio. Gli uomini di Scazzola colpiscono al primo affondo, mettendo a nudo le minuscole (ma fondamentali) crepe di quella che, organico alla mano, viene considerata nella top 3 di squadre che puntano alla vittoria del girone. Di lì in poi, solo ed esclusivamente difesa. Il che, com'è logico che sia, rende difficile uscire indenni dal campo del Trapani. La compagine di casa non sfonda, con largo anticipo, rispetto all'inesorabile scorrere del tempo, solo grazie ad un Cardelli in stato di grazia. La superiorità è stata (troppo) visibile. Netta. Inappellabile. 

Continua a non venire schierato un terzino sinistro di ruolo (dunque quelli in rosa vengono considerati inadeguati da parte di Scazzola), con Galli che ci mette il carico da novanta, pescando dal cilindro un rosso che raggiunge alti livelli di ingenuità. Parte dalla panchina Padovan, colui che deve essere il bomber dei falchetti. Due fattori, questi sopraelencati, misti ad un Marotta ancora troppo lontano da quelle che sono le aspettative, che stanno creando delle grosse difficoltà nel raggiungimento di vittorie (o buoni pareggi, su campi come quelli di Trapani) che permetterebbero di vivere con serenità le giornate che verranno. 

Sul banco degli imputati, come inevitabile che sia all'interno del calcio, è l'allenatore. Cristiano Scazzola rischia. Pochi quattro punti in cinque giornate. Il gioco latita, con le (sole) iniziative dei singoli che illuminano (almeno un po') la via. 

Di certo sarà fondamentale il turno infrasettimanale con la Virtus Francavilla, dove la vittoria rappresenta la cura per debellare ogni acciacco, in classifica e nell'umore. Al 'Pinto' bisognerà far cerchio. Tutto l'ambiente deve aiutare la squadra a tirarsi fuori da questo negativo inizio di campionato e mettere in pratica ciò che serve per tenere alto il nome di Caserta. Il tempo del rodaggio è finito, il margine d'errore ormai bruciato. La Casertana deve tirar fuori l'orgoglio, perché continuare a sbagliare vuol dire imboccare l'inevitabile via del cambiamento, il che non è mai positivo, sia per i bilanci che per l'ammissione di colpa che ne conseguirebbe, che certificherebbe come errori alcune scelte estive.