ESCLUSIVA - Mister Casale: "A Ischia anni bellissimi. La Casertana deve continuare a lottare, ma Lecce e Benevento..."
Per quindici anni ha giocato a grandi livelli nel calcio italiano. Pasquale Casale è stato un esterno col fiuto del gol che ha fatto le fortune di tantissimi club. Dal Napoli al Cagliari passando per Avellino, Lucchese, Catania, Pisa, Sorrento e Benevento. Ha poi allenato sempre al sud per altri quindici anni scoprendo e rivalutando moltissimi talenti. Tra le tante ha diretto per cinque anni l’Ischia dopo averci giocato nell’89-90. E’ stato sempre un precursore dei tempi e negli anni novanta fu il primo ad introdurre il computer negli allenamenti.
“All’epoca mi davano del pazzo – esordisce – poi oggi si presentano in panchina con l’ipad. Ho allenato Ametrano, Martusciello, che poi andarono in A, i vari Matrone, Torino. Forse non ho raccolto quando meritavo (un anno fui esonerato con dieci punti in cinque partite!) ma poi a posteriori hanno riconosciuto il mio lavoro e mi sono preso le dovute soddisfazioni. Ischia credo sia l’ideale per fare calcio con i giovani. Certo l’ambiente è passionale e vuole vincere, ma rispetto ad altre piazze ti lasciano lavorare e si possono anche raggiungere risultati di un certo livello. Ad inizio anni novanta avevo anche fatto un grande lavoro di scouting segnalando giocatori come Banchelli, Pecchia, Tentoni, Gautieri, rivalutai Martusciello che convinsi Spalletti a prenderlo nell’Empoli. La mia esperienza sull’Isola è stata davvero stupenda grazie anche a Catello Buono e lo storico magazziniere Gigino Fiore. Sono molto legato a quei colori e spero riesca a centrare la salvezza”.
Da calciatore e allenatore ha incrociato diverse volte le armi con la Casertana. Derby sentiti e combattuti fino alla fine: “Erano partite equilibrate – continua – e a parte una sconfitta in Coppa Italia poi ho un bilancio positivo contro i rossoblù. Loro puntavano sempre a vincere, ma noi ci difendevamo egregiamente”.
Rossoblù con Benevento, Lecce, Foggia e Cosenza si giocano la promozione diretta in serie B. Cinque squadre in tre punti i giochi sono ancora aperti. “Bisogna necessariamente provarci perché tutto è ancora possibile. A gennaio il campionato cambia e si rimescola tutto. Vedo però il Lecce un gradino avanti. Ha un grande allenatore come Braglia e può sicuramente contare su una rosa molto competitiva. Lo stesso Benevento con Auteri può arrivare fino in fondo. In questo momento la B se la potranno giocare loro, ma come dicevo prima occhio alla Casertana. Non mi piace invece la formula dei playoff e lo ripeto da un anno. Non è possibile che un club lotti fino alla fine per vincere, poi arriva secondo e rischia di essere subito eliminato in quella che è una vera e propria lotteria. E’ capitato al Benevento l’anno scorso e la riforma in vigore dal prossimo torneo potrà rendere ancora più interessanti questi campionati. Dovranno inventarsi una formula diversi per la Lega Pro, magari si potrebbe prendere spunto dal campionato argentino o svizzero che è strutturato in due fasi per renderlo avvincente fino alla fine”.
Finora la finestra di mercato di gennaio non ha dato i frutti sperati. “Dipende sempre dai giocatori che arrivano. A volte ingaggi calciatori forti, di categoria superiori ma non adatti al contesto. A gennaio già conosci l’obiettivo da poter centrare, se sai operare bene riesci a prendere calciatori di grande valore che possono essere poi il valore aggiunto di una rosa. Se i risultati non sono arrivati in questo inizio 2016 evidentemente qualcosa non è andato. Un anno ad Andria ebbi il coraggio di fare una mezza rivoluzione cambiando nove calciatori e la salvezza arrivò senza problemi. Bisogna continuare a lottare e trovare i giusti equilibri. I playoff mai come quest’anno sono sempre un terno a lotto e bisogna provare fino alla fine a vincere e mi auguro che possa spuntarla una campana”.


