Nel 64' vittoria a tavolino dei falchetti a Siracusa

11.05.2017 14:15 di Massimo Iannitti  articolo letto 503 volte
Il momentaneo 1-0 aretuseo
Il momentaneo 1-0 aretuseo

Sono ben venti le occasioni in cui Siracusa e Casertana si sono trovate di fronte sul terreno di gioco siciliano. Il bilancio vede in netto vantaggio i biancoazzurri di casa con dieci successi, a fronte di sei pareggi e quattro vittorie della compagine rossoblù.

Una di queste affermazioni della Casertana nella stagione 1964-1965 (esattamente il 20 dicembre 1964) arrivò addirittura “a tavolino”, a causa di una invasione di campo da parte dei sostenitori aretusei maturata nelle battute conclusive dell’incontro con relativa “caccia” sia all’arbitro che ai due assistenti. Questa la cronaca dell’epoca.

“Mancavano esattamente sessanta secondi al termine – si legge su Il Mattino – quando la folla s’è scatenata letteralmente cominciando un’assurda caccia all’arbitro, il romano Nencioni (fatto già segno alla fine del primo tempo al lancio di una bottiglietta e di una pietra che per fortuna l’avevano soltanto sfiorato) le cui sballate decisioni avevano creato un clima di aperta ostilità nelle tribune. La scintilla? Una carica subita da Tibaldo, il mediano aretuseo, e non rilevata dal direttore di gara. Dai popolari s’è visto un ragazzo calarsi sul campo, subito bloccato dagli agenti ai bordi del campo. Ma ormai altri seguivano le orme dell’invasore seguendo la stessa strada, e non c’è verso di raggiungerli e bloccarli tutti. Costagliola (tecnico del Siracusa, ndr) intuisce subito il pericolo e insieme ai suoi giocatori cerca d’arginare l’invasione, ma non vi riesce: sul campo saranno in cento e tutti danno la caccia all’arbitro. Costagliola cerca di proteggerlo, imitato dagli azzurri, ma è sommerso. La maggior parte dei giocatori della Casertana guadagna alla svelta il sottopassaggio, l’arbitro è ripetutamente colpito con pugni e calci. Uno dei guardalinee, il catanese Mangarone, viene seriamente ferito. Neanche alcuni calciatori della Casertana vengono risparmiati: c’è Sacchi colpito ad un occhio, Pezzullo aggredito, Anghileri colpito con un pugno alla nuca e Busetto alla bocca. Agenti e carabinieri tentano tutto il possibile per riportare la calma: ammanettano parecchi scalmanati, ne disperdono altri a colpi di manganello. La porta degli spogliatoi viene chiusa a doppia mandata: i giocatori della Casertana dovranno attendere due ore prima di poter prendere l’autostrada del ritorno, e lo stesso dicasi dell’arbitro”.

Per quanto riguarda la cronaca sportiva, invece “la partita era cominciata tra una imponente cornice di folla: ottomila spettatori sulle tribune dello stadio aretuseo che acclamavano la squadra reduce da un trittico positivo di otto giorni. Il Siracusa al 13’ riesce a segnare: tiro di Smeriglio con deviazione di Sacchi in angolo. Cross di Guardavaccaro, testa di Temelin e palla in rete tra il tripudio degli spettatori”.

Per il pareggio dei falchetti bisogna attendere la ripresa. “Il gioco della Casertana si fa sempre più consistente, ed arriva alla conclusione logica al 70’ (quattro minuti prima un colpo di testa di Bongiovanni era stato deviato in angolo). Venturelli da trequarti campo avanza, evita Alberti ed appena entrato in area scarica con Tancredi fuori dai pali: palla in fondo al sacco”.

La gara si incattivisce nelle battute conclusive fino all’invasione conclusiva. “Il pubblico diventa cattivo, e si vede arrivare in campo qualche sasso. Sembra la reazione isolata di qualche esagitato tifoso. Tutte le decisioni di Nencioni scatenato disapprovazioni. Alla mezz’ora, su tiro di Alberti, si invoca al rigore che Nencioni si guarda bene dal concedere e stavolta l’arbitro ha ragione. Il Siracusa comincia a perdere la necessaria lucidità, mentre la Casertana moltiplica gli sforzi. Si arriva così al termine quando si verifica l’invasione di campo. Ed a questo punto la partita diventa un episodio di cronaca nera”.