Falchetti alla ricerca dell'identità perduta: troppi cambi (forzati e non) di formazione. Nel girone d'andata...
Lo abbiamo scritto più volte in queste settimane: la Casertana di oggi difficilmente potrà somigliare a quella del girone d'andata. Con il tempo capiremo se sarà migliore o peggiore ma, ad oggi, l'unica cosa certa è che è diversa. Per uomini a disposizione, soprattutto. Basti pensare che prima di Natale la squadra vantava in rosa due registi, ora, dopo l'infortunio di Capodaglio, lo spot di play maker è vuoto.
Qualche giorno fa abbiamo analizzato, numeri alla mano, il percorso dei Falchetti (CLICCA QUI), oggi proviamo a porre sotto la lente d'ingrandimento ciò che differenzia la Casertana delle prime cinque giornate di inizio campionato, da quella che ha affrontato Catanzaro, Melfi, Lecce, Matera e Juve Stabia in quello di ritorno.
Al netto del diverso periodo della stagione, fattore che va preso in considerazione, la Casertana nelle prime cinque d'andata ha collezionato 11 punti (3 vittorie, 2 pareggi e 0 sconfitte), giocando 2 partite in casa e 3 in trasferta, segnando 5 gol e subendone solo 2. Dopo il giro di boa, la musica è cambiata: 3 gare al 'Pinto', 2 lontano dall'impianto di viale delle Medaglie d'Oro, 6 punti raccolti (1 vittoria, 3 pareggi, 1 sconfitta), 6 gol fatti, 6 subiti e 0 successi interni.
Ciò che, però, più impressiona è un altro dato. Prendiamo in esame lo starting eleven della Casertana: nelle prime 5 Romaniello ha utilizzato 15 giocatori, nelle ultime 5 ben 19. Quattro in più. Guardando con più attenzione si può notare che nel sfide di inizio campionato sono ben otto i giocatori che collezionarono 5 presenze dal 1' su 5 gare (Gragnaniello, Rainone, Murolo, Mangiacasale, Capodaglio, Agyei, Tito, De Angelis). Gli altri tre posti, invece, cambiarono di proprietario principalmente per infortuni: quello di Mancosu (sostituito da De Marco prima, con il Lecce, da Rajcic poi, con il Matera) e di Idda (fu D'Alterio a prendere il suo posto per due gare). L'unica vera variante fu Negro, inserito proprio alla quinta, dal primo minuto, a Castellammare, a discapito di Adama Diakitè (che fino a quel momento aveva giocato 4 partite su quattro).
In pratica, Romaniello aveva ben chiaro l'undici iniziale e la squadra, di conseguenza, giocando sempre insieme ha trovato una quadratura tale da far sentire ogni singolo calciatore a proprio agio.
In queste prime giornate di ritorno, tenendo conto del fattore infortuni (troppi), il mister ex Aversa ha dovuto cambiare tanto (troppo). Come già detto sono ben 19 i giocatori schierati dall'inizio, mai la stessa formazione per due gare di seguito. Solo in tre possono vantare l'en plein: Gragnaniello, Idda e De Angelis. Un cambio radicale dettato, come accennato prima, dagli infortuni ma non solo: anche dal mercato e dal fattore stanchezza dei vari atleti che hanno portato avanti la squadra per tante giornate.
Fatto sta che il vero problema, a parer nostro, della Casertana, in questo momento, è la mancanza di continuità negli uomini. Il che porta a carenza in termini di quadratura ed affiatamento, che non è altro che la traduzione di quella identità che i Falchetti avevano mostrato per lunghi tratti di questa stagione.
Il campionato è ancora lungo, e le avversarie sono tutte a portata di tiro. La Casertana ha tutte le qualità per riprendersi ciò che è suo, prendendo anche in considerazione l'eventualità che sia arrivato il momento di cambiare pelle (al netto degli infortunati). Un coraggio che a Romaniello non mancò proprio a Castellammare, quando passò ad un 4-3-1-2 nel periodo più difficile del match.
