Una corazzata forte davanti, leggermente fragile dietro: questo è il Foggia

06.04.2016 17:50 di  Antonio Papale   vedi letture
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© foto di Federico Antonellis/Foggia Calcio

Il Foggia che sabato si presenterà al Pinto per giocarsi un vero e proprio spareggio per l'accesso ai playoff è una squadra che ha vissuto fasi alterne durante questo campionato, ma ha sicuramente espresso, in alcune fasi, il gioco più spettacolare. La squadra di De Zerbi, solo nel leggere i nomi, sembra una vera e propria corazzata ma, nel corso del campionato, ha pagato un periodo no a cavallo di febbraio e marzo che, ai satanelli, ha fatto perdere contatto con le prime posizioni. 

In trasferta, il ruolino dei satanelli, nelle 14 partite disputate, non è granchè, con 6 vittorie, 3 pari e 5 ko, con 20 gol fatti (secondo miglior attacco esterno dietro il Matera) e 15 subiti (settima miglior difesa esterna). Se andiamo a guardare il ruolino esterno e restringendolo agli scontri diretti con le big, al netto dei match di Caserta e Cosenza ancora da giocare, i satanelli hanno conquistato un punto a Matera e perso a Benevento e Lecce: da questo punto di vista, si vorrà cercare il primo acuto esterno importante, ma la Casertana, da questo punto, sicuramente non vorrà sentirci. 

Passando alla rosa, bisogna dire che è di qualità in tutti i reparti, a partire dal portiere Narciso, uno dei migliori del girone e che ha già calcato palcoscenici di categoria superiore con Albinoleffe e Grosseto. Alle sue spalle c'è Micale che, malgrado la giovane età, ha dimostrato di essere affidabile quando è stato chiamato in causa. 

Nel pacchetto arretrato sulle fasce vi sono il brasiliano Angelo, che ha calcato anche i campi della A con Lecce e Siena e l'anno scorso ha militato in B a Latina, e Di Chiara, giocatore che, a dispetto della sua giovane età, ha già giocato in piazze importanti come Lecce e Catanzaro. La sua alternativa è Agostinone, che è cresciuto nel settore giovanile del club dauno. I centrali sono Loiacono, che ormai è a Foggia da alcuni anni e che è stato il match - winner della gara allo Zaccheria dell'aprile scorso, e Gigliotti, centrale esperto e dal vizio del gol, soprattutto sui calci piazzati. Come alternativa, viene spesso adattato Coletti, tornato dall'esperienza di Matera dello scorso anno e che due anni fa era a Brescia in B: altre alternative sono gli esperti Lanzaro, ex Reggina e Salernitana ed a gennaio in procinto di venire a Caserta, e De Giosa, ex Reggiana.

A centrocampo, De Zerbi ha un solo insostituibile: capitan Agnelli, ormai a Foggia da alcuni anni. Detto di Coletti, che nasce centrocampista ma gioca anche centrale di difesa, vengono spesso alternati l'ex beneventano Vacca, giocatore dalle discrete qualità tecniche, lo spagnolo Riverola ex Bologna, e lo scuola Inter Gerbo, importante anch'esso negli equilibri foggiani. Un'altra alternativa è l'ex rossoblù Quinto.

Il reparto offensivo è quello probabilmente migliore dei satanelli: sugli esterni ci sono l'intoccabile ed ex enfant prodige Sarno, capace di dare del tu al pallone come pochi, e l'ex leccese Chiricò, abbastanza rapido. Le alternative sono lo spagnolo Sainz - Maza, cresciuto nella cantera del Barcellona e che all'andata segnò la rete del 2-0, Floriano, che sembra tornato quello visto a Barletta e Pisa lo scorso anno, Arcidiacono, rapido e forte tecnicamente, ed i giovani Lodesani e Lauriola.

Il pericolo numero uno da disinnescare per la difesa rossoblù è però Iemmello, centravanti forte fisicamente e bravo tecnicamente, capocannoniere quasi incontrastato del girone e che, per restare a Foggia, ha rinunciato al Lanciano e alla serie B, che il centravanti scuola Fiorentina, al di là degli esiti di questo campionato a Foggia, quasi sicuramente conquisterà, viste le offerte che gli arriveranno. La sua alternativa è l'ex reggino Viola.

Passando a De Zerbi, il modulo che ha quasi sempre usato è il 4 - 3 - 3 di tipo zemaniano come il suo maestro boemo. Una caratteristica del modulo del tecnico di origini bresciane è che tutto viene fondato su un possesso palla intenso che richiama il tiki taka del Barcellona.