Romaniello torna a parlare: "A Martina per farci perdonare dai tifosi. Sulle dimissioni e la formazione di Benevento..."

18.03.2016 15:47 di  TC Redazione   vedi letture
Romaniello torna a parlare: "A Martina per farci perdonare dai tifosi. Sulle dimissioni e la formazione di Benevento..."
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© foto di Alfonso Miranda

Dopo diverse settimane torna a parlare Nicola Romaniello. Il mister rossoblù, al termine dell'allenamento odierno, ha analizzato il momento rossoblù ed il prossimo avversario dei Falchetti: "Un allenatore si sente sempre in discussione, qualsiasi sia il momento. Anche da primo in classifica. C'è stata una partita con il Cosenza dove ho ritenuto corretto pensare ad un tipo di situazione, ma è tutto rientrato perché la società mi ha dato fiducia"

Ora la società ha deciso di continuare così: "L'allenatore deve pensare ai risultati. Quindi più che la fiducia servono i risultati"

Sul Martina: "Con Franceschini ha trovato una quadratura giusta, ci sono tanti ex che vorranno togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Non sarà facile, avranno grosse motivazioni. Però noi siamo terzi e per sistemare le cose noi dobbiamo cercare di fare risultato pieno, è un modo per chiedere scusa ai tifosi e alla città per il punteggio di Benevento, che è stato umiliante".

Sul Benevento"Venivamo da due partite che avevamo vinto. La formazione era abbastanza fatta tranne Som, che ho voluto cambiare ed è una scelta che rifarei sempre perché non solo un giocatore può cambiare una partita".

Da gennaio: "Il mercato non ha cambiato gli equilibri. È stato un periodo dove abbiamo perso tanti giocatori per infortuni e questo non ci ha dato continuità"

Quindi ci sono state le dimissioni: "Perché potevano esserci diverse vedute con la società ma è tutto rientrato, ora non c'è più niente da dire su questo".

Periodo negativo: "Non è stata una questione fisica, non siamo l'unica squadra che ha avuto un periodo di calo. Anche il Foggia è stato in difficoltà. È un campionato difficile"

Contestazioni tifosi: "È giusto che i tifosi hanno contestato la squadra, soprattutto per il risultato. Nessuno di noi voleva questa umiliazione. La ricorderemo per sempre, come i tifosi. Da queste situazioni ne esci con le ossa rotte. Non è colpa dei singoli, si gioca in 11. Ora bisogna cercare un aggancio alla vetta o quantomeno tenere la posizione che abbiamo".