ANALISI - Risposta da Squadra, la Casertana a Catania fa ciò che gli riesce meglio: lotta e vince

I Falchetti tornano al successo e voltano pagina
28.02.2016 14:14 di  Raffaele Cozzolino   vedi letture
foto: Giuseppe Scialla
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© foto di Foto: tuttocasertana.it

La settimana scorsa, nel consueto appuntamento con l'analisi del giorno seguente la partita della Casertana, scrivevamo che i Falchetti, dopo la sconfitta con il Cosenza, si erano messi spalle al muro, si erano ritrovati ad un bivio, ad un punto di non ritorno, di fronte al quale bisognava capire di che sapore sarebbe stato questo finale di stagione.

In chi ha posto nero su bianco tale concetto, al tempo stesso, albergava una certezza: la Casertana, paradossalmente. Gli uomini, più che i calciatori, gli atleti, che compongono questa Squadra. E occhio, non è un refuso: la s è maiuscola a ragion veduta. 

Dall'inizio del campionato ogni vittoria, ogni allenamento, ogni prestazione è stata ottimizzata dalle caratteristiche umane di chi rappresenta per l'Italia il nome della società rossoblù. 

Le premesse, escluso il palese sbandamento del Catania (che resta una squadra dall'ottimo tasso tecnico), non erano delle migliori. Scelte ridotto all'osso per Nicola Romaniello, il quale ha stravinto il match. Gara preparata bene, unica sofferenza, nel primo tempo, sulla marcatura di Russotto che scalava spesso alle spalle di Mangiacasale, con Idda che, però, nei secondi 45 minuti ha preso le misure, allargando il suo raggio d'azione, anche in fase di non possesso, oltre che in quella offensiva. Bene anche la tenuta atletica di alcuni giocatori, apparsi finalmente in crescita. Ad esempio Michele Murolo è tornato a ringhiare e comandare la retroguardia. Mancosu ha deliziato, Pezzella funzionale, Bonifazi (rosso a parte) solo in Italia è costretto ad andare in C per giocare, in quanto giovane. De Angelis è spietato. Alfageme, al momento, il partner migliore d'attacco per l'ex Cosenza.

Ciò che resta, oltre alle belle giocate tecniche e tattiche, è la 'garra', la passione, la voglia di soffrire e riprendere un percorso che era stato deviato, e non perso. Emblematico l'abbraccio di tutti i giocatori a Romaniello, in una settimana complicata per il mister rossoblù. 

La svolta è stata di quelle positive. La speranza è che sia il preludio ad una crescita costante. La certezza, comunque andrà, è che se questa Squadra agirà da tale non potrà essere criticata, come sempre sottolineato da quella stampa che, al contrario di quanto detto, ha sempre remato, per convinzione e non per servilismo, a favore di un sogno.