Casertana, con la Salernitana un ko che complica i piani, tra un primo tempo shock e una reazione orgogliosa. A Salerno per giocarsi tutto fino alla morte
La sconfitta maturata ieri sera contro la Salernitana nel primo turno fase nazionale dei playoff in un Pinto pieno come non mai complica i piani, ma non li azzera, della Casertana in ottica del passaggio al secondo turno. Se però pensiamo alla situazione al 60' è già importante andare a Salerno con quella tenue fiammella di speranza. Come nelle precedenti versioni, i falchetti sono stati protagonisti di un primo tempo brutto, per non dire pessimo, dove la qualità granata è venuta fuori, soprattutto attraverso le giocate dei centrocampisti e delle due punte, hors catègorie. Attraverso i cambi, però, Coppitelli ha saputo dare la scossa alla squadra con la corsa di Kallon e Llano e la qualità nel mezzo di Pezzella e di Proia. Purtroppo non è bastato perché il signor Di Loreto ha spento le speranze rossoblù cacciando Bentivegna che ha rifilato un brutto fallo all'ex Carriero, fischiatissimo al pari di Anastasio. Detto ciò, cerchiamo di prendere in considerazione i principali aspetti che la gara di ieri sera ha portato via con sé.
NON TUTTO È PERDUTO - È pur vero che si è perso il primo round, è pur vero che mercoledì si giocherà in un inferno ma il risultato di ieri sera, soprattutto pensando alla parte finale giocata ieri dai falchetti, lascia aperta una piccola fiammella di speranza, anche se è chiaro che arrivare alla qualificazione ha tutti i contorni di un'impresa ai limiti del miracoloso.
PRIMO TEMPO SHOCK - È pur vero che da un lato c'era una squadra alla terza partita in una settimana e dall'altro una molto più fresca e riposata, ma il primo tempo dei falchetti è stato un qualcosa che ha messo i brividi agli oltre cinquemila presenti, tra errori individuali e collettivi, e chiaramente, sfruttando anche la qualità a disposizione, la Salernitana ne ha approfittato.
ANCORA UNA VOLTA, CAMBI INDOVINATI - Al termine del primo tempo, sotto di due, è arrivata la rivoluzione di Coppitelli che ha tolto i vari Toscano, Liotti e Casarotto, chiaramente insufficienti, inserendo i vari Pezzella, Llano e Kallon che hanno dato brio e qualità ai falchetti: lo stesso lo su può dire per Proia, entrato per un Martino in evidente giornata no.
ORGOGLIO E CUORE - Sotto di tre gol e in chiara balia di un avversario più forte, tutti avrebbero mollato, ma i falchetti no, tirando fuori quell'orgoglio e quel cuore che hanno contraddistinto i falchetti durante questa stagione. E la dimostrazione è arrivata attraverso i gol di Proia e Butic che hanno minimizzato le dimensioni di questa sconfitta.
QUELL'IMPERDONABILE LEGGEREZZA - Parliamo ovviamente dell'inutile fallo da dietro commesso all'altezza del centrocampo da Bentivegna nei confronti di Carriero. Al di là del fallo, è stato ancora più Inutile, soprattutto perché ha quasi totalmente vanificato le speranze rossoblù di portare a casa almeno un pareggio. Ovviamente, per l'attaccante siciliano è arrivata anche una squalifica di un turno che, in caso di eliminazione, potrebbe anche aver chiuso anzitempo la sua stagione.
DI LORETO INSUFFICIENTE - Nessuno vuole trovare alibi nell'arbitro per questa sconfitta, attenzione, ma, in diverse occasioni, il signor Di Loreto, in odore di promozione in A e B, non è stato sicuro. L'occasione madre al minuto 9 non estraendo il rosso per Matino reo di aver dato una gomitata ad un calciatore rossoblù. Ancora, il primo gol granata nasce da un fallo di Ferrari su Martino. Ripetiamo, gli errori arbitrali non devono giustificare ma sicuramente il prendere decisioni diverse avrebbe cambiato la storia della partita.
VINCITORI COMUNQUE VADA - Parliamo ovviamente dei tifosi che in questi giorni non hanno mai fatto mancare il loro appoggio ai falchetti. L'apoteosi nella giornata di ieri quando sono andati al Plaza a sostenere la squadra e l'hanno accompagnata attraverso i motorini nel suo viaggio verso il Pinto. Per non parlare del sostegno durante la gara, nonostante non andasse nel verso da loro desiderato.
A SALERNO PER L'IMPRESA - Adesso è inutile piangere sul latte versato, su ciò che ieri non è andato, ora è tempo di pensare ad andare a Salerno per l'impresa. Non sarà facile, anche per motivi ambientali, ma i rossoblù hanno il dovere morale di provarci. Poi, andrà male, ci sta, l'importante è non avere alcun tipo di rimpianto.


