Casertana, a Potenza finisce la striscia positiva, tra passi indietro e ritorno al low profile. Col Trapani imperativo ripartire
La sconfitta rimediata ieri pomeriggio al Viviani di Potenza ha fermato, dopo ben ottantaquattro giorni e dieci risultati utili consecutivi, la corsa di una Casertana che ieri è apparsa poco brillante e sterile dal punto di vista offensivo. Alla fine della fiera, una giornata storta può capitare, soprattutto dopo aver impressionato tutti gli addetti ai lavori dopo una serie positiva così lunga e dopo prestazioni positive. È chiaro anche che, considerando anche gli altri risultati, tutto l'ambiente rossoblù tornerà a mantenere quel basso profilo che tanto ha caratterizzato questo campionato. La cosa importante è che i falchetti riescano a trarre il giusto insegnamento da questa sconfitta per farla tranquillamente catalogare come il più classico degli incidenti di percorso. Detto ciò, cerchiamo di prendere in considerazione i principali aspetti che la gara di ieri pomeriggio al Viviani ha lasciato in eredità.
STRISCIA FINITA - Con la sconfitta di ieri, i rossoblù hanno assaporato nuovamente, dopo ottantaquattro giorni, il sapore amaro della sconfitta, al termine di una gara dove, sì gli episodi si sono rivoltati tutti contro, ma dove anche i falchetti non hanno disputato di certo la loro migliore partita sotto tutti i punti di vista.
PASSI INDIETRO - Inutile prendersi in giro: i falchetti, rispetto alle ultime prestazioni, hanno compiuto diversi passi indietro. L'iceberg si tocca col reparto avanzato, praticamente incapace di rendersi pericoloso e anestetizzato dai difensori lucani, ma anche centrocampo e difesa non hanno disputato una gara indimenticabile.
LEZIONE SALUTARE - Solo se tutto l'ambiente rossoblù la riesce a comprendere al punto giusto e soprattutto capisce che può essere catalogata come il più banale incidente, questa lezione può diventare salutare per ripartire nel modo giusto, soprattutto se si mantiene quel basso profilo che ha regalato due mesi di soddisfazioni.
INVIOLABILITÀ TERMINATA - Al di là della sconfitta che ha sancito la fine di un'imbattibilità lunga ottantaquattro giorni, i rossoblù sono tornati a subire gol dopo oltre quattrocento minuti di inviolabilità della propria porta: prima di Adjapong, era stato Parigi a battere De Lucia nella gara col Latina. Per quanto riguarda invece le sole gare esterne, l'ultimo era stato D'Orazio del Cerignola a inizio dicembre.
EPISODI FATALI - Rianalizzando bene la partita di ieri, al di là degli innegabili meriti del Potenza, a decidere la sfida sono stati diversi episodi che per una volta hanno girato le spalle ai falchetti: le ingenuità di Liotti e Leone sui due gol lucani, la traversa di Proia. Tutto sintomo di quella che si può catalogare come giornata storta.
BASSO PROFILO E ZERO DEPRESSIONE - Chiaro che ogni sconfitta nel calcio può lasciare amarezza, ma in questo caso non bisogna entrare nel vortice della depressione, anzi bisogna lavorare con lo stesso basso profilo che questo gruppo si è imposto a inizio stagione. Anzi, il fatto che i tifosi abbiano applaudito la squadra è segno che comunque bisogna andare avanti.
COL TRAPANI IMPERATIVO RIPARTIRE - Imperativo categorico ora in casa rossoblù è quello di mandare agli archivi la sconfitta di ieri, ritrovare anche un po' di energie e pensare alla sfida di domenica al Pinto col Trapani che, seppur tra tante difficoltà extra campo, sta comunque onorando la maglia. Dovesse giocarsi, perché giovedì i siciliani rischiano l'esclusione, i rossoblù devono ritrovare la brillantezza smarrita ieri se vogliono ritrovare quella vittoria interna che manca da 42 giorni e che sarebbe la prima del 2026.


