Casertana, i tristi presagi diventano cruda realtà. Adesso il futuro diventa un grande interrogativo

15.07.2021 19:16 di Antonio Papale   vedi letture
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© foto di Giuseppe Scialla

In questo mese, molto sofferto per chi ama questi colori, si è parlato solo di iscrizione sì o iscrizione no, fideiussione, e tanti argomenti che col calcio giocato hanno poco a che fare. E alla fine, le paure del popolo rossoblù da tristi presagi sono diventati una realtà triste, che fa male, capace di dare una pugnalata mortale a chi per questa maglia soffre. È stato circa alle 13 che si è dato il colpo ferale, anche se in tanti avevano perso la giorni la speranza del miracolo. Ma prendiamo in considerazione i principali aspetti di quanto accaduto, dando anche uno sguardo al futuro.

IL PRINCIPALE COLPEVOLE - Senza ombra di dubbio, leggendo anche i commenti dei tifosi sui social, il principale colpevole di quanto accaduto, sembra essere il presidente D'Agostino, per la storia della fideiussione, dove ha commesso la leggerezza di capire in ritardo la strada da intraprendere. Leggerezza che, a questo punto, possiamo definire fatale.

IL RUOLO DEL SINDACO - Il primo cittadino di Caserta è sembrato disorientato al momento della non iscrizione al campionato, visto che stava rivestendo un ruolo importante per la costruzione del nuovo stadio. Ora diventerà ancora più importante in quanto dovrà bandire una manifestazione d'interesse per il titolo sportivo.

ROMPICAPO NUOVO STADIO - Ora, senza la serie C, la costruzione del nuovo stadio diventa un argomento fondamentale e un rompicapo, in quanto bisogna capire adesso chi porterà a termine il progetto.

I TIFOSI - Purtroppo, i tifosi rossoblù sono le uniche vere vittime di questa bruttissima situazione. Leggendo i social, in loro si nota rabbia, sgomento, frustrazione, ma anche la voglia di ricominciare con un progetto che possa esaltare quei colori e quella maglia.

IL FUTURO - E ora si ritorna nell'inferno dei dilettanti, dove non ci si voleva proprio tornare. Con un futuro che presenta nubi minacciose, ma bisogna capire in che modo ripartire: dalla serie D, ma ci vogliono 300.000 euro a fondo perduto e 31.000 di fidejussione, o dall'Eccellenza, ma trattasi di uno scenario che i tifosi non amano e al quale preferirebbero addirittura un anno di stop totale per poi ripartire. Ma tutto ciò lo scopriremo solo vivendo.